Rocca del Principe: la mia visita in cantina a Maggio 2021

Rocca del Principe, Contrada Arianiello,

Lapio (Av) www.roccadelprincipe.it

Dall’ingresso in cantina il panorama è mozzafiato: i vigneti di Fiano sul Monte Tuoro colui che accentua le escursioni termiche tra il giorno e la notte, una ricchezza della natura.
Dopo aver ammirato uno dei più bei panorami Irpini con un calice di Fiano di Avellino 2018 si entra in bottaia, questo è l’ingresso.
Dal Fiano di Avellino DOCG al Tognano, il Cru, fino al Fiano di Avellino DOCG Riserva, dall’Aglianico al Taurasi DOCG, siamo nelle espressioni delle annate irpine, un viaggio nel tempo.
Rocca del Principe è Fiano e Aglianico in diverse concezioni e interpretazioni, espressioni del Territorio di Lapio e Irpino dall’anno 2004.
La visita a Colle Arianiello, sul versante Nord, tra i vigneti dove nasce il Fiano di Avellino DOCG di Rocca del Principe.
Sono stato in visita a Maggio e le vigne germogliano, viste le temperature dei mesi scorsi la natura rinasce lentamente.
Una cartolina da Colle Arianiello con un calice di Fiano di Avellino DOCG Riserva 2018, siamo a 600 mt. slm e da qui Taurasi l’ammiriamo dall’alto.
Dove nasce il Tognano, il Cru di Fiano di Avellino DOCG di Rocca del Principe. Apriamo una bottiglia del 2018.
Il Cru Tognano e’ ottenuto selezionando proprio le uve prodotte dalle piante innestate con il clone di Fiano centenario(prefillossera)
Siamo sul versante Ovest del Colle Arianiello, ed è qui che nasce un sogno, il Cru di Fiano dell’azienda, il Tognano. Qui mi sarei fermato per ore, a finire quella bottiglia del 2018 ascoltando la musica della natura, quella che con ha mai fine, proprio come la lunghezza sensoriale che ti regala il Tognano in ogni suo sorso.
Storia della natura, vigne che hanno dato i loro migliori frutti, regalando uva da far diventare opere d’arte… le vigne che continuano ad ammirare il loro Terroir come ad osservare i loro eredi nel percorso naturale, restando patrimonio di una parte dell’Irpinia che vive per il miglior Fiano.
Si entra in sala degustazione
Si può dire di essere diventato fianista? Dopo la degustazione e la visita ai vigneti di Rocca del Principe mi sono convinto delle parole di Simona: il Fiano è un vino potente, longevo, dalle mille sfumature sensoriali, lo si deve amare e valorizzare sempre più.
Il Fiano di Avellino 2019 è un oro lucente, quello delle grandi occasioni, un profumo di fiori e erbe da campo, un bouquet di frutta fresca e matura che senti nonostante la sua acidità che lascia una promettente evoluzione… è lungo, minerale e sapido, equilibrato. Una lunghezza di sapori altalenanti che finiscono con la frutta esotica e salsedine.
Il suo colore oro con riflessi verdognoli, sentori pieni di frutta matura, paglia, erbe aromatiche e note iodate, al palato materia e tensione, ricchezza e mineralità, una lunghezza quasi eterna.
oro con riflessi verdognoli, un bouquet di profumi di fiori ed erbe come quello che senti quando cammini tra i filari in un giorno di primavera soleggiata, una carica immediata di frutta matura, erba raccolta, noci e mandole, fieno e cuio che velocemente si altalenano, una pienezza lunga fino a un nuovo sorso di vino.
Grazie Simona Zarrella

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