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Cantine Babbo

La visita comincia con la visita in vigna, siamo a circa 100 mt s.l.m. e qui é tutto a piede franco.
Alessia ci mostra come sia vigoroso e prepotente il piedirosso in campo, a differenza della falanghina, più cauta ed “ordinata” nel suo essere.
La forma di allevamento é un guyot ed é fantastico notare la potatura tipica di questo areale che prevede l’intreccio puteolano.

Una cosa favolosa.
Dopo aver, sia per il piedirosso che per la falanghina, assaggiato i vari acini nei diversi stadi di maturazione, mettiamo le mani nella terra.
Il terreno è franco sabbioso di origine vulcanica, la conduzione in vigna è convenzionale ma col “buon senso”, dettato dalla necessità o meno di intervenire in vigna, e da ciò che ben trapela dal dire di Alessia Babbo, qui si é propensi a non stressare il terreno e di dare massima libertà all’ annata di esprimersi.
Bastano pochi metri, passando per i filari arriviamo in cantina.
L’odore é di quelli che piacciono a me.
L’azienda lavora con lieviti selezionati e valorizzando gli autoctoni del territorio, quindi falanghina e piedirosso, con l’uso del solo acciaio, che a suo parere é il giusto “contenitore” per questi vitigni in questo particolare areale.
Purtroppo non é stato possibile procedere all’assaggio dai serbatoi, data la fase di imbottigliamento in atto.
Ma non temete, a breve si va in sala degustazione sul ristorante di famiglia!
Alessia mi spiega che l’azienda produce dalle 10.000 alle 15.000 bottiglie annue, proponendo, nelle annate ritenute dal punto di vista qualitativo eccellenti, dei cru derivati da alcune parcellizzazioni, sia della Falanghina che del Piedirosso.
Andiamo in ordine quindi, si procede all’assaggio:
Malaze 2016
Montenuovo 2016
Sintema 2018
Terracalda 2018
Harmoniae 2018
Nobiles Felgreo 2018

Malaze 2016

É uno spumante metodo Martinotti Falanghina 100% che, a dispetto di ciò che si dice degli spumanti che non seguono il metodo classico, presenta uno stato evolutivo importante.
Il dosaggio non altissimo, si tratta di un brut, ed una acidità spiccata, hanno reso questo spumante molto interessante.
Note di crema pasticcera, crosta di pane e note delicate minerali e sulfuree accompagnate al palato da una vivacità molto interessante e da una beva compulsiva. Pericolosamente beverina!

Montenuovo 2016

Qui abbiamo l’atro Martinottix, stavolta base piedirosso.
Molto più presente l’effetto salmastro ed affumicato a discapito della evoluzione cremosa che non appartiene al piedirosso. Note tostate ed erbacee unite ad un bellissimo varietale. Ne ho già prenotato un cartone!

Sintema 2018

Questa qui é la falanghina”entry level” dell’azienda, le cui uve provengono da alcuni appezzamenti a picco sul mare e dalla zona di Quarto. La vendemmia a scalare dà vita ad una falanghina fresca, sapida, con un imprinting semplice ed estremamente territoriale. Naso di sale ed agrumi che accompagnano una bocca fresca e sinuosa.
Buona e senza fronzoli!

Terracalda 2018

Alessia mi dice che questo é uno dei vini a cui é legata di più z piedirosso in purezza che presenta note di foglia di pomodoro, note tostate, sulfuree e di cherry stock.
La bocca é una cosa indescrivibile, ricca di varietale e di un sorso fresco e violento allo stesso tempo.
Una chicca assoluta!

Harmoniae 2018

Questo é un cru voluto fortemente da Alessia che, nel 2016, diede vita ad una idea che é risultata vincente: prendere le uve delle vigne sullo scalandrone e non effettuare una vendemmia scalare, al fine di dare a tutti i grappoli una maturazione che tende alla lieve scottatura.
Ne esce un bianco dalla grandissima personalità, armonico z dove la componente acida é smorzata da note cremose di camomilla, miele e rintocchi di talco.
La bocca orizzontale e piena ti fa capire quanto c’è di bello in uno dei vitigni più sottovalutati della penisola.
Questo é un vinone!

Nobiles Felgreo 2018
Infine il cru di Piedirosso, anche qui l’esperimento é nato per dare valore ad un’altra parcellizzazione.
Dalle vigne centenarie nasce questo piedirosso in purezza dal carattere più austero e deciso, dove polpa e quel lieve tannino sono più presenti con un naso ed una dinamica di beva totalmente diversa. Complessità aromatica, note tostate che si evolvono verso caffè e tabacco.
Sono rimasto sconvolto!

Me ne torno a casa, Campania enogastronomica per oggi ha riempito le narici di uno degli areali più belli della Campania.

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